L'OPINIONE
di Augusto Schiavo
Da un po' di anni vedo una notevole flessione di bambini che praticano la Danza Sportiva. Mi ricordo che molti anni fa nell'Italia settentrionale, esistevano scuole con più di 90 coppie di bambini che praticavano la Danza Sportiva, poi pian piano l'affluenza è diminuita fino ad arrivare ad un numero che in questo momento è pressoché nullo. Il Boom dei numeri si è spostato dal Nord Verso il Sud, tanto da avere competizioni in Sicilia fino ad alcuni anni fa con un'affluenza di Bambini inverosimile. Mi ricordo durante un'esibizione per i saluti finali tutti i bambini sono scesi in pista per creare una coreografia, mi ci sono voluti più di 30 minuti per attraversare la pista, e ritornare negli spogliatoi.
Forse ci stiamo muovendo in maniera da cancellare la danza sportiva dalla nostra Nazione? com'è successo in Danimarca/Norvegia e altre nazioni che contano dei grandi campioni nel loro passato?
C'è chi afferma che la colpa è della musica. Ma io mi ricordo bene, che negli anni della mia infanzia non si ascoltava musica da ballo, ma, bensì da discoteca/Afro/Funky ecc. Dunque non ritengo che il problema sia da attribuire alla musica. Anche se il tipo di musica è cambiato non credo, che una flessione di così grandi dimensioni, possa essere attribuita solo al cambiamento del tipo di musica, che oggi si sente su Radio, TV, Discoteche ecc.
Poi sento che, forse il problema è il costo, di questa disciplina troppo elevato.
Alcuni anni fa nella mia regione, il Veneto, sono stato promotore di un'iniziativa per istruire i ragazzi al costo di 2,50 € a lezione. Le lezioni erano aperte a tutti i ragazzi che desideravano partecipare. Ho diviso in fasce d'età il metodo d'istruzione, come penso che sia corretto e, tramite il comitato regionale della F.I.D.S. (Federazione Italiana Danza Sportiva riconosciuta dal C.O.N.I.) o pubblicizzato l'iniziativa nella brochure che conteneva le competizioni di tutto l'anno nella regione. Una brochure che è stata distribuita nell'intera regione tramite spedizioni ai Club e distribuzione gratuita, durante tutte le manifestazioni di danza che, si svolgevano in regione. Ero convinto che questo progetto potesse essere un buon trampolino di lancio per riavviare i bambini alla danza. Ero anche convinto che qualche maestro avrebbe copiato l'idea, e ne sarei stato felice perché ciò significava aumentare i bambini che praticano la nostra disciplina. Dunque, fiero della mia idea, che niente e nessuno potesse ostacolare il successo di questo progetto, ho investito una somma di denaro in pubblicità e ho atteso chiamate che dovevano a mio avviso essere traboccanti. Il risultato? Non ho ricevuto nessuna chiamata, né da parte dei maestri, né tanto meno da parte di nessun genitore che poteva avere lezioni per proprio figlio al costo di 2,50 €. Tutto è stato assolutamente nullo.
Dunque, non penso che il costo sia la causa di questa flessione negativa che si sta verificando in Italia. Se qualcuno è in grado di darmi delle delucidazioni, a questo fenomeno e le vuole pubblicare, vi prego di mandare lettera firmata alla redazione di questo giornale e sarà pubblicata nei prossimi numeri.
Forse i genitori non credono più nella danza sportiva e non vogliono più indirizzare i propri figli verso questa disciplina, forse il problema è proprio nascosto lì. Se così fosse vorrei far capire a tutti i genitori che la disciplina della Danza Sportiva non è solo la loro soddisfazione, o magari vedere il proprio figlio diventare un campione; ma è anche una palestra che forma socialmente e non solo fisicamente il proprio figlio. Lo porta a dover rapportarsi ai problemi di coppia, (anche se di tipo diverso) che poi sorgeranno in futuro quando deciderà di dividere il resto della sua vita con una persona. Gli insegna a vincere, ad assaggiare il gusto di raggiungere un obiettivo che si è fissato. Non penso che sia tanto importante la vincita di un campionato Italiano o del Mondo, piuttosto che una gara regionale, ma quello che è più importante è capire che per conseguire un certo obiettivo bisogna lavorare duro e con dedizione. Ma molto più gli insegna a perdere, ed è proprio lì che bisognerebbe cercare di rialzare la testa assieme alla sua compagna, ai propri maestri e tutte le persone che gli stanno vicino, per primo i propri genitori, cercare, di migliorare e acquisire una maggior sicurezza nei propri mezzi, per poter un giorno dopo lunghe battaglie dire: "è stata dura ma noi ci siamo riusciti".
Invece ci troviamo davanti a gente che si arrende troppo facilmente, ammettendo così a se stessi, e ai loro figli, che la decisione presa in passato di intraprendere questa strada era sbagliata. O forse non si rendono conto che questa oltre ad essere una palestra, come descritto sopra, è anche una formazione al lavoro poiché è possibile far diventare questa disciplina il proprio lavoro, forse non riescono a vedere che potrà essere una formazione al lavoro futuro per i propri figli. Penso che qualsiasi genitore che intraveda la possibilità che questo potrà essere il lavoro futuro per il proprio figlio, non si tiri indietro durante le difficoltà, ma anzi, cerchi di aiutarlo per arrivare dove si era prefisso di arrivare. Dunque noi insegnanti, Professionisti, ci dobbiamo chiedere se questi genitori sono al corrente di tutto questo e se non lo sono, è meglio che ci diamo una mossa, a far capire loro l'importanza di questa disciplina per il proprio figlio. Questo è solo ed esclusivamente un compito nostro come insegnanti.
Se avete argomenti, suggerimenti, Idee, o quant'altro a riguardo di questa problematica, vi prego di scrivere, alla redazione via email o lettera, prendetevi a cuore questo problema, il nostro futuro sta tutto qui.
